ELVIS EUROPEAN TOUR 2016



Di Franco Rapillo

  ------- [EVENTO CANCELLATO] -------

Cari Elvis fans

Movie Tv Produzioni Televisive e One night with Elvis Official Fan Club vi comunicano che da questo momento è possibile acquistare on line i biglietti del grande evento che si terrà a Milano domenica 4 settembre presso il Teatro PIME, in via Mosè Bianchi 94. L'Elvis European Tour vedrà la presenza del grande James Burton, il chitarrista che accompagnò Elvis Presley in oltre mille concerti tra il 1969 e il 1977.

Programma:

18:00

 Meet & Greet (a pagamento) con James Burton che racconterà la sua esperienza professionale e amicizia con Elvis. Posti limitati

20:30

Inizio concerto con la favolosa band Boppin' Shoes, che ci farà rivivere il puro stile anni '50 di Elvis.
A seguire il concerto di Jenson Bloomer & Mondo Carne, che con al sua bellissima e potente voce accompagnerà James Burton.
Alla fine del concerto sessione autografi.

Info biglietti:

 www.vivaticket.it

Per ulteriori informazioni:
Franco Rapillo
mail: frapilloelvis@hotmail.com
phone: 347 4862456
facebook: 1nightwithelvis
facebook: Elvis European Tour 2016 

ELVIS & NIXON: ANTEPRIMA DI MARCO LOFINO

Marco Lofino non è soltanto una grande persona, una di quelle che vale la pena incontrare prima o poi nella vita ma anche un fine conoscitore dell'arte elvisiana, sicuramente uno dei più preparati in circolazione. A settembre arriverà nelle sale italiane il film Elvis & Nixon, incentrato sull'incontro che i due ebbero nel 1970 e ho colto l'occasione di pubblicare sul blog una splendida anteprima della pellicola scritta da lui. Come ho sempre detto, About Elvis ospita con grande piacere materiale di qualità di altri appassionati, e negli scritti di Marco di qualità se ne trova parecchia. Lo ringrazio pubblicamente per avermi concesso di utilizzare il suo interessantissimo articolo.   

Era una domenica pomeriggio nebbiosa del 1991 quando vidi al cinema il bellissimo film The Doors diretto da Oliver Stone. La parte di Jim Morrison venne affidata a Val Kilmer, bravo attore indubbiamente avvantaggiato da una marcata somiglianza a Jim Morrison. Ricordo che avevo quindici anni, ero già molto preso dalla mia passione per Elvis e mi chiedevo (lo ricordo proprio come fosse ieri) come mai non fosse stato possibile fino allora (Elvis era morto da soli quindici anni) girare un film sulla vita di Elvis. Beata ingenuità. Col passare degli anni mi accorsi di quanto difficile, se non addirittura impossibile, sia girare un film su Elvis o su parte della sua vita (come nel caso attuale di Elvis & Nixon) senza cadere in luoghi comuni stereotipati arcinoti e di cui francamente noi appassionati veri di Elvis siamo un pochino stufi.

Premetto che non ho ancora visto il film nemmeno in lingua originale (preferirei se proprio devo farlo) e non so se andrò al cinema a vederlo il 22 settembre. Forse lo farò per mera curiosità. Onestà per onesta, ve lo dico francamente amici miei, appassionati di Elvis e non: non sto contando le ore ed i minuti affinché giunga presto il 22 settembre.
Il pregiudizio è un pessimo esercizio retorico, una malattia dell’anima che andrebbe corretta se non addirittura debellata. Resta il fatto che questo film, per quello che ho visto, mi sembra piuttosto l’ennesima volontà di mettere in cattiva luce due figure: quella di Elvis (ripeto, ho visto solo degli spezzoni e i trailers) al solito ridotto ad una macchietta compulsivo-isterica e quella di Nixon, su cui non mi esprimo perché non sono così ferrato in ambito di politica. A giudicare Nixon ci ha già pensato e ci penserà la storia. Dico solo che l’incontro di per se non mi pare un peccato mortale come ho letto in giro. Nixon era il presidente in quel momento ed Elvis lo volle incontrare. Elvis incontrò anche Carter quando era governatore dell’Alabama. Tanto per gradire, tanto per non etichettare politicamente tutto...

Dulcis in fundo la questione legata all’attore che interpreta Elvis. Non ha colpe. Gli è stato chiesto di recitare la parte dell’uomo più imitato nella storia dello spettacolo e al tempo stesso il più inimitabile. Concludo rispondendo a chi mi ha chiesto varie volte se verrà mai alla luce un film come si deve sulla vita e la carriera di Elvis Presley. Ebbene, a distanza di venticinque anni da quella fredda domenica novembrina del 1991 dico, a malincuore, di no. Come dice un vecchio proverbio, il ferro va battuto finché è caldo e la pellicola definitiva avrebbe dovuto essere girata poco tempo dopo la scomparsa di Elvis (non è ovviamente quella con Kurt Russell protagonista, film anche carino ma parlo di un livello superiore) o al massimo nei primi anni ottanta. Unico attore a mio modesto parere adatto ad interpretare Elvis per presenza fisico scenica, il giovane John Travolta del post febbre del sabato sera e di Staying Alive. Ma ora... ora, come canta Vasco in una sua nota e data canzone, “ormai è tardi”...

WAY DOWN IN THE JUNGLE ROOM: RECENSIONE DI MARCO DEGLI ESPOSTI

Ringrazio Marco Degli Esposti, uno dei massimi esperti dell'arte di Elvis Presley, per avermi concesso di pubblicare questa sua recensione del cd Way Down in the Jungle Room, pubblicato in questi giorni. Non avevo mai ospitato qualcosa scritto da lui, e ci tengo a dire che per me è un onore e un piacere farlo oggi. Ovviamente la recensione è stata pubblicata su Elvis Italian Collector Club, lo splendido sito che Marco porta avanti, con immutata passione, da parecchi anni. Se avete dubbi o curiosità legate ad Elvis vi consiglio di consultarlo: al suo interno ci trovate tutto, ma proprio tutto ciò che riguarda questo straordinario artista. 

L'astutamente intitolato Way Down in the Jungle Room è un'altra antologia tratta da una seduta di registrazione di Elvis a cura della 'RCA/Legacy', che è stata concepita nello stile dell'acclamato Elvis at Stax del 2013.
I due CD includono i masters e molte outtakes provenienti dalle sedute di registrazione effettuate da Elvis a Graceland, nella stanza denominata "Jungle Room", a causa del suo particolare arredamento che, appunto, ricordava la jungla. Le recording sessions ebbero luogo dal 2 all'8 febbrao e il 29 e 30 ottobre 1976.
A quei tempi, nessuno avrebbe pensato che questa seduta di registrazione sarebbe passata alla storia come l'ultima di Elvis.
Le canzoni registrate finirono sugli album From Elvis Presley Boulevard, Memphis, Tennessee (1976) e Moody Blue (1977), ambedue pubblicati quando il cantante era ancora in vita.

Il primo dischetto include i 16 masters, in una sequenza che non è quella cronologica ed anche questo contribuisce a rendere 'nuova' questa emissione anche se, personalmente, ritengo l'ordine cronologico come la cosa migliore. Riflettendo meglio, però, l'ordine sembra essere non casuale: una sorta di orma stilistica pare accomunare la canzone che segue e che precede.
I masters sono stati 'trattati' da Vic Anesini e direi che suonano meglio che mai.
Come nella maggior parte dei masters registrati durante gli anni settanta, le canzoni hanno pesantissime sovraincisioni (overdubs) che, invece di abbellire, spesso imprigionano la grandissima voce di Elvis. Nel secondo CD, ove sono presenti solo delle outtakes, tutto ciò (ovviamente) non accade ed anche il loro mixaggio è assolutamente nuovo e, finalmente, sono in ordine cronologico; fanno eccezione la seconda versione di She Thinks I Still Care e For The Heart.
Per completezza d'informazione c'è da dire che tutte le outtakes vennero pubblicate in precedenza; in ogni caso mi sento di affermare che non si sono mai ascoltate con questa qualità. Il 'vocal' di Elvis è chiarissimo ed anche tutti gli strumenti risultano molto più dettagliati in questo secondo CD, anche rispetto al compact disc della FTD di ormai parecchi anni fa.
Le outtakes sono state remixate da Matt Ross-Spang (che ha vinto in passato anche un 'Grammy'), usando una camera ed una piastra di riverberazione negli studi 'Sam Phillips Recordings Service' di Memphis. Dal punto di vista 'sentimentale', è stata una bella idea quella di mixare gli ultimi lavori di Elvis negli stessi studi che lo avevano scoperto 22 anni prima.
Oserei dire che questi nuovi mixaggi, oltre ad avere un suono più moderno, hanno anche un sapore 'retro' che può benissimo anche non piacere a tutti gli appassionati: la voce di Elvis è 'al primo posto' e molti 'dettagli' riguardanti la strumentazione ora sono evidenti, rispetto alle emissioni precedenti. Molte outtakes, grazie al nuovo mixaggio, suonano davvero come nuove; nella voce di Elvis c'è molta più eco, potrebbe obiettare qualcuno, e questo è vero ma anche in questo caso siamo in un campo prettamente soggettivo; ritengo una 'bestemmia musicale', ad esempio, i remixes di Spankox, quello della 'Nike' e la recente emissione sinfonica. Ogni dibattito è aperto!

La cosa che salta all'orecchio è che non è stato rafforzato nulla artificialmente, come ad esempio era stato fatto nel famoso CD, best seller, Elv1s 30 #1 Hits del 2002. Ovviamente queste cose si notano ad un attento ascolto con un impianto hi-fi e non certamente con un computer o tramite i maledetti MP3...
In alcune outtakes possiamo ascoltare dialoghi che prima d'ora non avevamo mai sentito (lo so, non è nulla di sconvolgente, ma questo è!). Personalmente la ritengo una cosa simpatica ed il fatto che siano stati lasciati questi dialoghi in una pubblicazione come questa, diretta al grosso pubblico, lo trovo davvero positivo in quanto rivela parte dell'essere umano Elvis.
Nell'immediato, una delusione mi era sovvenuta: perché, fra le outtakes, non ce n'è una di He'll Have To Go? Si tratta di una canzone che a me piace molto anche se non è certamente memorabile ma la voce piena e calda di Elvis e quel sound da 'juke box', ed il fatto che sia stata l'ultima in assoluto ad essere stata registrata in studio, me l'hanno fatta restare impressa. Riflettendoci e scartabellando fra i miei 'files', ho notato che non esiste nessuna versione alternativa di questo pezzo. Non è dato a sapersi quale sia stata la take usata dai tecnici per il master (forse la prima ed unica ? Nemmeno quelli della Venus hanno emesso un'outtake; Elvis registrò la sua parte vocale su una base pre-registrata e la take 2 della parte ritmica fu usata per il master. Ad oggi, quindi, esiste solo il 'rough mix master', disponibile nel CD della FTD del 2000 The Jungle Room Sessions (e nel suo doppio vinile del 2009), e nel doppio CD, sempre della FTD, Moody Blue. La stessa label underground Venus ha inserito questo mixaggio 'grezzo' del master nel suo CD del 2011 Welcome To The Jungle - Way Down.
Io, al posto di una delle due outtakes di For The Heart avrei inserito questo 'rough mix master' di He'll Have To Go.

Tirando le somme: grandissimo doppio CD ad un prezzo economico (il che, non guasta mai!), confezione in digipack con libretto di 24 pagine e suono al super-top.
Chi avesse ancora qualche dubbio, se lo tolga, lo acquisti! Lasciate perdere i download gratuiti: se pensiamo alle colossali sciocchezze che magari abbiamo negli scaffali e a quelle che ancora oggi stanno proliferando, vale la pena di investire una ventina di euro (o meno, a seconda del negozio) per sostenere queste pubblicazioni che, una volta tanto, sono fatte davvero come si deve!
E sto aspettando la versione in vinile che è stata posticipata a fine mese, per gustarmelo ancora, con una tracklist diversa. Ma soprattutto mi sembrerà di ringiovanire di 25 anni, quando inserivo un nuovo disco sul piatto... Il fascino che solo il vinile, con le sue splendide copertine, sa dare.

I'M COUNTING ON YOU: DA NASHVILLE ALL'AUSTRALIA


I'm Counting On You è da sempre una delle mie canzoni preferite di Elvis. Mi colpì profondamente quando la ascoltai per la prima volta, qualche decennio fa, e continua a tenermi compagnia ancora oggi, per quanto non le dedichi le attenzioni di un tempo. Tuttavia, a riprova di quanto mi sia rimasta nel cuore, confesso di cantarla spesso tra me e me, magari sotto la doccia oppure mentre mi reco al lavoro. A pensarci bene, mi cimento anche con brani di minor spessore musicale, quali Shake That Tambourine e My Desert Serenade (due veri e propri tormentoni per me), ma questo è un altro discorso. Tornando a voci di ben altro calibro, Elvis incise I'm Counting On You l'11 gennaio 1956 a Nashville, esaltando il romantico testo scritto da Don Robertson con pennellate di infinita dolcezza. Se ti sei resa conto di quanto profondamente apprezzo le cose che fai, allora sai quanto completamente io sto contando su di te. Parole semplici eppure toccanti, pronunciate da un artista giovanissimo ma già grande.


Di parole sarebbe bello spenderne qualcuna anche per When My Blue Moon Turns To Gold Again, How's The World Treating You e I Got A Woman, ma scopo del post è però quello di presentare l'extended play australiano che le contiene. Devo dire che le copertine che hanno poca attinenza con quanto musicalmente proposto le ho sempre digerite poco, ma questa considerazione personale non mi impedì di portarmi a casa il disco, quando fu sottoposto alla mia attenzione alcuni anni fa. In realtà questa è una ristampa datata 1982, perché in Australia l'ep I'm Counting On You era già stato emesso nel novembre del 1957, con copertina uguale a quella di Elvis (secondo lp del cantante) e diverso ordine dei brani.

I'm Counting On You
Elvis Presley
RCA 20045
Australia
1982

A
I'm Counting On You
When My Blue Moon Turns To Gold Again

B
How's The World Treating You
I Got A Woman



Disco, foto e testo: Roberto Paglia