LA RECENSIONE DI FOR LP FANS ONLY

Nel corso della ventennale gestione commerciale di Elvis Presley, tanto il Colonnello Parker quanto i discografici della RCA avrebbero ampiamente manifestato la tendenza ad ottenere il massimo profitto mediante il minimo sforzo d'immaginazione, disattendendo in più di una circostanza le aspettative degli appassionati. Tuttavia, tornando al lontano 1959, con la necessità di coprire il mercato discografico e dovendo fare i conti con la volontà dello stesso Parker di non far incidere nulla al proprio assistito mentre era militare in Germania, la soluzione più giusta fu effettivamente quella di concentrarsi sulla realizzazione di album antologici contenenti materiale mai pubblicato prima su un 33 giri. Una strategia forzata, eppure non priva di fascino, considerando che le canzoni in attesa di una definitiva collocazione su long play erano moltissime. Quali? Innanzi tutto quelle relative ai cinque 45 giri originariamente emessi dalla Sun Records, mentre c'erano da sistemare diversi b-sides di million sellers che non avevano trovato spazio nel celebre Elvis' Golden Records (1958). Infine, buona parte dei pezzi provenienti da Love Me Tender e Jailhouse Rock, rispettivamente primo e terzo film di Elvis, necessitavano di cure e attenzioni.

Per dirla tutta, la RCA disponeva anche di parecchi inediti assoluti, che avrebbero potuto irrobustire non poco i progetti For LP Fans Only A Date With Elvis. Parliamo, tra gli altri, di brani come Tomorrow Night, risalente al periodo Sun, Your Cheatin' Heart, il classico di Hank Williams, Tell Me Why, Ain't That Loving You Baby e Danny, uno scarto di King Creole poi ironicamente portato al successo da Conway Twitty con il titolo Lonely Blue Boy. In alternativa, alcuni di questi avrebbero potuto allungare il brodo in relazione numero di singoli da pubblicare, che quell'anno furono soltanto due. Ma questo è un altro discorso. Ad ogni modo, è interessante notare che tali inediti sarebbero tornati assai utili nel corso degli anni '60, in una situazione analoga a quella verificatasi nel 1959, con un Elvis effettivamente presente sul suolo degli Stati Uniti, ma impegnato a tempo pieno con la sua carriera cinematografica. A monte di tutto, probabilmente era lo stesso artista a non essere soddisfatto della maggior parte di queste incisioni.

Tornando invece a For LP Fans Only, volendo cercare il pelo nell'uovo si sarebbe potuta cogliere l'occasione per presentare le canzoni nel giusto ordine cronologico. Tale, semplice mossa avrebbe evidenziato nel modo migliore il passaggio dal tipico sound degli esordi a quello dell'era RCA, contaminazioni hollywoodiane comprese. Oppure, non avrebbe guastato l'inclusione in forma completa di una delle due colonne sonore sopra citate, per quanto tre brani da esse provenienti erano già stati inclusi in Elvis' Golden Records. Sfortunatamente, sotto questo punto di vista l'antologia è caratterizzata da notevole disordine, e quanto offerto agli acquirenti è di indubbio impatto, ma privo dell'indispensabile filo conduttore. Un disco va comunque giudicato per il suo contenuto, e in questo senso For LP Fans Only è una splendida raccolta, assimilabile a un album originale dell'artista, in grado di abbinare grandissima qualità a interesse collezionistico.

That's All Right (Mama), You're A Heartbreaker, I'm Left, You're Right, She's Gone e Mystery Train sono quattro capolavori senza tempo targati Sun Records e costituiscono la colonna portante di una track list ulteriormente arricchita dall'intelligente recupero di tre lati B di altrettanti dischi d'oro: I Was The One, My Baby Left Me (straordinaria la performance di Elvis) e Playing For Keeps non sono certo dei riempitivi, bensì brani di assoluto valore.

L'inserimento in solitaria di Poor Boy, pezzo non memorabile ma assai piacevole, conferma in via definitiva la decisione di non raggruppare la soundtrack di Love Me Tender. Peccato, non ci sarebbe voluto molto.

L'infuocata Shake, Rattle And Roll e la magnifica Lawdy, Miss Clawdy, in assoluto uno dei brani più amati da chi scrive, nel 1956 rappresentarono i pezzi forti dell'extended play Elvis Presley [EPA-830] - che includeva anche I Love You Because e Blue Moon -  ma si guadagnarono anche i due lati di un singolo che ovviamente mancò il grande successo dei super hits precedenti, essendo stato emesso (alla fine di agosto) insieme ad altri sei 45 giri che riproponevano l'intero contenuto del primo album di Elvis. Saggio il ripescaggio delle due canzoni in questa raccolta.

Una volta sul mercato, For LP Fans Only rese noto che i "fans degli album" non erano certo pochi, se è vero che pur contenendo materiale abbondantemente utilizzato nel recente passato, il disco ottenne un più che soddisfacente 19° posto nella classifica americana.

La bellissima copertina mostrava uno spettacolare primo piano di Elvis, e faceva balzare agli occhi una mossa apparentemente azzardata, vale a dire quella di non far apparire sulla stessa il nome di chi cantava. Naturalmente, nessuno ebbe il benché minimo dubbio riguardo chi fosse il cantante in questione, al momento di acquistare l'album...

For LP Fans Only 

That,s All Right (Mama) / Lawdy, Miss Clawdy / Mystery Train / Playing For Keeps / Poor Boy / My Baby Left Me / I Was The One / Shake, Rattle And Roll / I'm Left, You're Right, She's Gone / You're A Heatbreaker

Grazie a Marco Degli Esposti, le cui schede sul sito E.I.C.C. sono un punto di riferimento imprescindibile per gli appassionati di Elvis.

Testo: Roberto Paglia
Foto: Web

IL LIBRO "ELVIS PRESLEY STORY" RACCONTATO DA MARCO LOFINO

Considerando la qualità di quanto scrive, per me è sempre un grande onore pubblicare sul blog un articolo scritto da Marco Lofino. Lui ha il dono di mescolare alla perfezione dati squisitamente tecnici e ricordi personali colmi di sentimento e nostalgia. Sotto questo punto di vista siamo simili, e questo è uno dei motivi, certo non l'unico, che mi spinge a considerarlo un grande amico, a dispetto dei chilometri che ci separano. Si chiama sintonia, e prescinde da tutto. Vi ricordo che questo articolo è tratto dalla pagina facebook VIVA ELVIS, inauguarata da Marco in tempi recenti e portata avanti con grande passione e competenza. Se siete su quel Social vi invito a visitarla e ad iscrivervi. Cliccate qui.

Come scritto già in svariate altre occasioni, nel 1990 (anno indimenticabile di grandi cambiamenti, il decennio prima del duemila, l’estate dei mondiali e delle notti magiche, i miei quattordici anni) mi avvicinai ad Elvis, iniziai a conoscerlo e ad apprezzarlo. Anzi, a dirla tutta, non fu tutto così “tranquillo” e poetico. Fui letteralmente travolto ma poco alla volta, passo dopo passo, come avviene per quei sentimenti che coltivi gelosamente giorno per giorno.

Un aiuto determinante nella mia formazione di appassionato e di studente fu questo libro ormai datato uscito nel 1987. Fin da ragazzino la curiosità mi spingeva e mi accompagnava in ogni situazione della vita. E per quanto concerne Elvis, ero assetato di conoscenza , volevo sapere tutto su di lui, sulla sua storia musicale e non, sul suo mito da cui ero affascinato ed elettrizzato al tempo stesso.
Questo libro va ovviamente rivisitato oggi con gli occhi, la testa ed il cuore con cui lo si leggeva nel 1990. Oggi è un documento chiaramente datato e lo si sfoglia con affetto e tantissima nostalgia di cui chi scrive soffre endemicamente. Fatto sta che all’ epoca un ragazzino come me non aveva molte fonti a disposizione. Non c’era niente di niente. Non c’era internet, in televisione passavano pochissimo Elvis (perché Elvis era già allora vittima di un forte condizionamento ideologico musicale da parte di una critica musicale italiana preconcetta ed ideologizzata, ma di questo parleremo un giorno in un contributo a parte…). Per un adolescente di quattordici anni che si avvicinava al mito di Elvis quelle poche pubblicazioni disponibili in libreria erano oro colato e questo libro, detto senza mezzi termini fu da me letteralmente divorato con passione ed un pizzico di sana avidità.

Senza volersi addentrare troppo, senza dilungarsi in ricordi personali che forse non interessano nemmeno molto chi legge, posso dire che la biografia mi aiutò ad entrare nel personaggio Presley aiutandomi a farmi un’idea di come potesse essere stato per davvero Elvis. Ma solo in parte. Alcune inesattezze, alcuni eccessi erano già chiari ai miei occhi di ragazzino che voleva documentarsi, voleva cercare, voleva sapere. Lo dico senza presunzione, chi mi conosce bene sa quello che dico: io sono uno studente di Elvis Presley, anche oggi a quarant’anni suonati ho voglia di conoscere e di imparare anche più di allora.
Fatto sta che il leggendario dizionario delle canzoni, seconda parte del libro scritta dal grande Livio Monari, fu per me un apripista nel mondo musicale presleiano. Mi si spalancò letteralmente un mondo. Non vi fu giorno per molto tempo (oserei dire anni) in cui almeno un minuto non lo sfogliavo e non lo leggevo dopo aver comprato i miei primi dischi di Elvis. Ero un vero studente diligente e scrupoloso. Un topo di biblioteca presleiano. Ascoltavo, leggevo, imparavo e confrontavo il giudizio del maestro Monari con quello che mi ero creato nella mia testa e che andavo sviluppando nel mio cuore di giovane appassionato. A volte le cose coincidevano, altre volte meno, come negli esempi che vedete nella foto, ovvero “My Way” e la bellissima a mio parere “Never Again” delle Jungle Room Sessions. Ma cosa potevo saperne io, ero un ragazzino, se lo diceva Livio Monari non poteva che essere giusto cosi’. Vi risparmio lunghe digressioni sui bei tempi in cui a scuola, di nascosto e nascosto (perdonatemi il gioco di parole voluto) sotto il libro di storia, leggevo le didascalie di Livio ed imparavo con la gioia di chi aveva Elvis già nel cuore.

Poi compresi invece che l’amore e la passione per Elvis sono soggettivi e la moltitudine del materiale musicale disponibile ci permette di poter sviluppare un proprio senso critico. Ci sono brani di Elvis che ho riscoperto nel tempo, interi album (vedi “Raised On Rock” da me mai troppo amato da ragazzo che ora letteralmente adoro). Senza mai dimenticare però che la base di partenza, il libro fondamentale, il “corso monografico” della disciplina presleiana era il dizionario di Livio Monari.
Quanti ricordi il “Dizionario delle Canzoni”. Imparai i segreti della musica di Elvis, cosa c’è dietro gli aspetti meno conosciuti (purtroppo, che dolore ripeterlo) di Elvis qui in Italia, tipo la sua estrema professionalità, la sua maniacalità nel lavoro in studio. Imparai e compresi come si facevano i dischi in studio, come Elvis incideva in studio tramite l’utilizzo di parole tipo “overdub”, tecnicismi di lunghissima data che in principio stentavo a capire ma che ben presto compresi come parte integrante della materia musicale legata all'uomo di Memphis.

Io, scolaro sempre pronto ad imparare, oggi come allora non ne posso fare a meno. Sono uno studente di Elvis Presley e sono fiero di esserlo. Imparo sempre senza la presunzione di sapere più di chicchessia. Amo Elvis ed adoro condividere. Grazie Livio per il tuo dizionario e per avermi fatto entrare nel vero mondo musicale di Elvis Presley.

ELVIS FAKE


Se in vita Elvis fu uno dei personaggi pubblici più immortalati dalle macchine fotografiche, da qualche anno a questa parte si è reso protagonista, suo malgrado, di tutt'altro genere di scatti. Sono quelli realizzati (con l'ausilio di qualche programma di fotoritocco) e piazzati sul web da qualcuno che evidentemente non ha niente di meglio da fare durante la giornata. Mentre è difficile, ma certo non impossibile imbrogliare gli appassionati di vecchia data, parlo di chi è abituato a mangiare pane e Elvis tutti i santi giorni, nelle loro ricerche gli altri si troveranno a contemplare un cospicuo numero di immagini che ritraggono un artista che ha qualcosa che non va, che vive situazioni e avventure mai vissute nella realtà. Fortunatamente, navigando in internet è possibile pescare pagine che sbugiardano questi falsi. In special modo su Pinterest esistono diverse bacheche dedicate all'argomento "fake". Se bazzicate quel social, uno dei miei preferiti, digitate nella casella di ricerca "Elvis Fake" oppure "Elvis Photoshopped" e come per incanto si aprirà il regno dell'altro Re, quello fasullo. Proprio da Pinterest proviene la  gran parte del materiale presente in questo post. Ma perché me la prendo tanto? In fondo sono soltanto foto, in alcuni casi realmente ben fatte. Solo perché detesto le cose artefatte. Poi, non mi piace che qualcuno, sapendo della mia passione per il signor Presley, mi invii sul telefonino un'immagine che lo ritrae mentre abbraccia una raggiante Marilyn Monroe, scrivendomi Buongiorno, guarda che bella foto di Elvis ho trovato per te... 

A seguire, una rassegna di esempi illuminanti dedicati all'argomento. Le prime foto della serie sono però di natura diversa. In questo caso il fotoritocco non c'entra, in quanto trattasi di persone spacciate per Elvis, ma che invece non lo sono. Lo dico sinceramente, non ne posso più.


Questa la si trova ovunque, al punto che ormai molte persone credono genuinamente che ritragga Elvis mentre coccola la piccola Lisa Marie. Non capisco, è talmente evidente il contrario: il fisico, il volto non sono quelli del vostro idolo, perché ci cascate continuamente?


Mark Rio, un Impersonator brasiliano, si rilassa su una poltrona. Magari sta pensando ad Elvis, chi lo sa. Oppure a qualche credulone.


Altro giro, altro Impersonator, questa volta Ryan Pelton. Qualcuno ha poi preso uno scatto di Elvis risalente al 1969, appiccicandolo sul suo corpo. Il risultato è penalizzante per tutti e due. Detesto quelle luci sullo sfondo.


Tim E Hendry durante un concerto, null'altro da dire. Molti altri, in diverse occasioni hanno comunque scritto "Elvissss".


Relativamente a questa, sui Social mi è capitato spesso di leggere commenti estasiati da parte del gentil sesso. Super fasulla. Io me ne accorsi subito, la prima volta che mi capitò di vederla. Come dite? Si si, qualcuno ci casca ancora oggi.


Dean Martin osserva Tops, il suo cavallo preferito. Da fervido ammiratore quale era, Elvis cerca di imitarlo come meglio può. Ad onor del vero, ci riesce molto bene.


Un flauto traverso ce l'ho anch'io a casa. Posso mettermi in posa come Elvis e Davide Formisano?


Da Red West a Cher il passo non è esattamente breve...


Cosa staranno scrivendo Elvis e Marlon? Per non fare torto a nessuno, il gatto si interessa ad entrambi.


A quanto pare, Elvis e Marlon Brando avevano molte cose in comune.


Non so perché, ma adesso mi viene voglia di cantare "Everybody was Kung Fu fighting"!


Ad Elvis piaceva scrivere alla Marlon Brando e leggere come Paul Newman, ormai pare assodato.


Rarissima immagine di Elvis ritrovata bla bla bla...


Presley/Beaulieu vs Clooney/Canalis: Grande match, dall'esito però scontato.


Di Elvis e Lisa Marie ce ne sono a dozzine, sono ovunque. Ne ho presa una a caso, sufficientemente esplicativa, credo.


Adesso si falsificano anche gli abiti di scena. E si che Elvis ne aveva di belli...




E così via. Si potrebbe andare avanti all'infinito, ma facciamo che per oggi è tutto. Prestate attenzione!

Foto: Web