LA RECENSIONE DI "ELVIS NOW" (1972)

Perché, con un'infinità di titoli a disposizione, scegliere di chiamare questo album proprio Elvis Now? La domanda è lecita, dal momento che sul disco non è in alcun modo rintracciabile il nuovo percorso artistico di Elvis, che proprio all'inizio del 1972, in uno studio di registrazione di Hollywood, stava iniziando a vivere quanto cantava sulla propria pelle. Le disavventure sentimentali avrebbero infatti indotto il cantante ad imprimere una svolta altamente autobiografica alla sua arte, ad un punto tale che, da lì in avanti, sarebbe diventato difficile discernere la pura estetica delle canzoni dalla condizione psicologica di chi le interpretava. Lungi dal documentare questa fase cruciale, Elvis Now attinge a piene mani dal passato, raccogliendo tanti frammenti musicali che si erano persi per strada tra il 1969 e il 1971. Questa spiccata caratteristica determina la mancanza di un filo conduttore che non sia quello riconducibile alla voce dell'artista, oltre che un ascolto decisamente poco lineare. Indipendentemente dal valore di alcuni dei brani che contiene, l'album si rivela opera raffazzonata e raccogliticcia, mancante della qualità riscontrabile in lavori come Elvis, That's The Way It Is Elvis Country. Tuttavia, dato non trascurabile, il solo fatto di contenere materiale inedito inciso da Elvis Presley rappresenta una credenziale di tutto rispetto per l'appassionato.

Help Me Make It Through The Night è caratterizzata da una certa rilassatezza espressiva e da un'atmosfera vagamente apatica. Incisa nel 1971, la canzone lascia presagire la tempesta emotiva che di lì a poco si abbatterà su Elvis, che sembra invocare aiuto in modo dimesso, auspicando di superare una notte che inizia a far paura. Completamente diversa l'aria che si respira in Miracle Of The Rosary, una sentita preghiera che sottolinea, una volta di più, la sincerità di Elvis nell'affrontare temi sacri. L'arrangiamento pomposo contribuisce a creare una sensazione di epicità che avvolge l'ascoltatore, ma indubbiamente penalizza il brano. Su Hey Jude, il super classico dei Beatles, si potrebbe disquisire all'infinito, non fosse che siamo di fronte ad una versione abbozzata e incompleta, per la quale non era neppure prevista la pubblicazione. Ciò nonostante, Elvis lascia intravedere cosa ne avrebbe potuto ricavare lavorandoci sopra. Put Your Hand In The Hand, il grande successo degli Ocean, ci conduce nuovamente in territorio religioso, con il Re che declama una sorta di inno pacifista riconducibile al Signore. Il ritmo è incalzante e il coro supporta a dovere lo slogan, per quanto la ripetitività rischi di togliere pathos al messaggio, piuttosto che esaltarlo. La bella e avvolgente Until It's Time For You To Go è dolcemente ambigua, sospesa fra visioni fiabesche dell'amore e repentini ritorni alla realtà, e sembra in bilico fra speranza e timore della perdita. Difficile prevedere se il sentimento morbidamente descritto da Elvis riuscirà a prescindere da queste contraddizioni.

Il secondo lato di Elvis Now è aperto da We Can Make The Morning, una love song forse appesantita da un arrangiamento troppo sofisticato, ma la canzone rappresenta uno di quei casi in cui si ha la netta sensazione che Elvis stia esplorando nuove sonorità, emancipandosi dal passato. Sotto questo punto di vista, può senz'altro essere considerata un esperimento riuscito. Curiosamente, il testo manifesta lo stesso fondamentale rifiuto della notte espresso nella già citata Help Me Make It Through The Night, nonché la medesima urgenza di attraversarla uscendone indenne. In Early Morning Rain torna la pioggia, già protagonista nella superba Kentucky Rain del 1969. In quel magnifico pezzo, l'uomo che ci rendeva partecipi del suo sconforto sembrava possedere una grande forza interiore, mentre nella nota composizione di Gordon Lightfoot il "lui" di turno pare una persona che si è semplicemente arresa, che, conscia dei propri limiti, accetta la fine di un amore con rassegnazione. Come una persistente pioggerella, l'accompagnamento musicale fornisce la perfetta cornice per la prova di Elvis, splendida nella sua pacatezza. Sylvia proviene dalle straripanti session che Elvis tenne a Nashville nel giugno del 1970. Mentre cerchiamo di prenderle le misure, non possiamo sottovalutare la necessità di ruggire tipica dell'Elvis di quei giorni, la sua esigenza di esternare il ritrovato entusiasmo e, perché no, la sua calcolata intenzione di dispiegare la potenza dei mezzi vocali a disposizione. E' in questo senso che Sylvia risulta godibile ben oltre gli effettivi meriti, perché si trasforma in un mezzo per raggiungere un fine. Con leggerezza e con la giusta dose di ironia, la piacevole Fools Rush In infonde colore all'album, contribuendo a renderlo ancora più variegato prima della conclusione, che arriva con la tradizionale I Was Born About Ten Thousand Years Ago. Apprezzabile in forma completa, dopo che alcuni suoi "pezzetti" erano stati efficacemente inseriti in Elvis Country, questa è una di quelle jam improvvisate da Elvis che si vorrebbe durassero più a lungo, perché rappresentano degli autentici viaggi verso le radici della musica americana.

Sulla copertina dell'album Elvis sembra puntare il dito verso di noi, quasi a richiamare la nostra attenzione su quanto proposto, vale a dire un disco certamente disomogeneo, ma pur sempre prezioso dispensatore di emozioni. E allora, tornando alla domanda iniziale, perché chiamarlo Elvis Now? Suggerita da argomentazioni che esulano da poco riuscite strategie discografiche, la risposta è molto semplice per chi ama questo straordinario personaggio. Soltanto perché la sua inconfondibile voce, il suo inimitabile talento erano e sono sempre attuali, perfettamente in grado di superare gli ostacoli posti sul loro cammino da una pessima gestione.

Help Me Make It Through The Night / Miracle Of The Rosary / Hey Jude / Put Your Hand In The Hand / Until It's Time For You To Go

We Can Make The Morning / Early Morning Rain / Sylvia / Fools Rush In (Where Angels Fear To Tread) / I Was Born About Ten Thousand Years Ago

Testo: Roberto Paglia
Foto: Web 

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