WELCOME TO MY WORLD - RECENSIONE

All'inizio del 1977, complice il sistematico sabotaggio operato da Elvis nei confronti del lavoro in studio, la riserva di materiale nuovo da pubblicare si è drammaticamente assottigliata. Durante le più recenti session, organizzate con una certa rassegnazione a Graceland nell'ottobre precedente, sono stati realizzati appena quattro masters e questo fallimentare risultato ha di fatto bloccato la RCA, impossibilitata a completare un album in tempi ragionevolmente brevi. In gennaio il cantante diserta i già prenotati Creative Workshop di Nashville e alla casa discografica non resta altro da fare che registrarlo mentre è in tour, nella speranza che si decida a cantare qualcosa di simile a un inedito che possa poi finire su vinile. Mentre si passano al setaccio i concerti del poco collaborativo Elvis, ci si rende ben presto conto che la ricerca non si rivelerà particolarmente fruttuosa. Dovendo colmare un vuoto di mercato che si protrae da circa un anno e in assenza di una valida alternativa si ricorre giocoforza a una raccolta, in questo caso utilissima per demandare all'immediato futuro ulteriori problemi.

A Welcome To My World è affidato il difficile compito di destare l'interesse dell'appassionato e dell'acquirente occasionale, in un periodo in cui il termine "novità" sembra bandito per sempre dal vocabolario elvisiano. Per raggiungere questo fine l'album viene ovviamente dotato dei giusti mezzi, a partire da un artwork di sicuro impatto, incentrato su uno splendido ritratto del cantante. L'attenzione viene poi stimolata con l'inserimento di un paio di inediti, vero punto di forza di progetti di questo genere. Conforme all'originale la take 2 di Make The World Go Away, caricata a salve dalla mancata segnalazione nelle note di copertina ma lontana dal finire nell'anonimato. L'ennesima versione di I Can't Stop Loving You, canzone già presente in non meno di quattro precedenti dischi dal vivo, viene invece estrapolata dallo spettacolo pomeridiano al Madison Square Garden di New York del 10 giugno 1972. Durante l'ascolto possiamo senz'altro constatare lo stato di forma di Elvis, ma il pezzo è irrimediabilmente inflazionato dal frequente utilizzo. Inspiegabile come, in riferimento alla stessa data newyorkese, non sia stata presa in considerazione Reconsider Baby, che avrebbe notevolmente irrobustito la track list di questa compilazione.

La caratteristica più spiccata di Welcome To My world  è data dalla sua natura country oriented, mantenuta sulla stessa intensità per mezzo di un'indovinata scelta di brani, per l'esatta metà in veste live e, con l'eccezione di Your Cheatin' Heart, molto vicini dal punto di vista temporale (1969/73). Inciso da Elvis nel lontano 1958 il classico di Hank Williams corre effettivamente il rischio di apparire fuori contesto, ma si tratta di un problema trascurabile.

In realtà, per questa antologia si sarebbero potuti ripescare alcuni lost singles dei primi anni '70, come It's Only Love, Rags To Riches e I'm Leavin', ormai dimenticati nei magazzini della RCA e in perenne attesa di girare 33 volte al minuto. Ma da questa eventuale operazione di recupero sarebbe derivato un Welcome To My World fondamentalmente diverso e l'ipotesi potrebbe sembrare quanto meno superflua davanti a un prodotto di buon livello.

Alla fine, merito del caso o della precisa e consapevole scelta di chi ne curò la compilazione, Welcome To My World si rivela un'incursione nel catalogo piuttosto ispirata, oltre che perfetto compendio di un pomeriggio piovoso passato in casa, perché le condizioni meteorologiche avverse possono favorire le stesse riflessioni legate all'amore sviscerate da Elvis in questa riuscita raccolta. L'invitante titolo dell'opera, quanto di più rassicurante si potesse trovare in un fase complicata della parabola dell'artista, cela un mondo fatto di mille contraddizioni, nel quale si intersecano paranoia e malcelata gelosia, rimpianto e solitudine, rancore e improvvise impennate d'orgoglio, baldanza e richieste d'aiuto... flebili speranze e rovinose cadute. Qualcosa di molto diverso dal paradiso immaginato per una leggenda vivente.


Sul sito Elvis Italian Collector Club la scheda tecnica dell'album a cura di Marco Degli Esposti. 

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