VIA DA HOLLYWOOD, A TUTTO GAS: LA RECENSIONE DI "SPEEDWAY"

Quando si guarda Speedway, 27° film a soggetto di Elvis, è impossibile non farsi tornare alla mente le immagini di Viva Las Vegas, arrivato nelle sale quattro anni prima. In entrambe le pellicole Elvis non è solo un pilota automobilistico con licenza di cantare, ma è anche innamorato di una ragazza pratica delle sette note, che fra duetti e numeri in solitaria si ritaglia un discreto spazio nell'economia della colonna sonora. A una commedia di grande successo e ricca di buone canzoni come Viva Las Vegas non era stato però dedicato il relativo long playing, che a conti fatti si sarebbe rivelato nettamente superiore a Kissin' Cousins e Roustabout, pubblicati entrambi nel 1964. Probabilmente, la personalità di Ann Margret - che sul set divideva equamente la scena con il più noto protagonista - era troppo spiccata per farla ulteriormente risaltare sul vinile dell'attrazione principale, benché quasi tutti i brani fossero appannaggio dello stesso Elvis. Nel 1968, in pieno declino delle fortune cinematografiche del cantante, una preoccupazione del genere non era più all'ordine del giorno. Per questo motivo, Nancy Sinatra si prese qualche minuto nell'album in virtù di un duetto annacquato e, soprattutto, di Your Groovy Self, interamente cantata da lei. Come se la cavò? Senza infamia e senza lode: nulla al livello di These Boots Are Made For Walkin' e Something Stupid, per intenderci.

Dal punto di vista musicale, Speedway seguì le orme incautamente lasciate in riva al mare dal precedente Clambake, sul quale, è utile sottolinearlo, la splendida Guitar Man - distante alcuni anni luce dalla prigione hollywoodiana che ospitava Elvis - era stata piazzata in apertura di primo lato. Cosa stava accadendo in casa RCA? La risposta è semplice quanto scontata. Potendo contare su pochissime canzoni emancipate dal mondo del cinema, la casa discografica si vedeva costretta ad insistere con l'emissione di soundtracks. ma allo stesso tempo, manifestando una certa insofferenza, cercava di iniettare dosi di qualità ad album anacronistici e spenti dal punto di vista creativo. Questi modesti, ma illuminanti tentativi comportarono la realizzazione di due opere sbilanciate ed ibride, assemblate con una serie di canzoni dalle quali si voleva prendere le distanze e con altre che si sperava potessero ricordare aspetti più rappresentativi dell'arte elvisiana. Nello specifico, Speedway è composto da brani provenienti da quattro diverse sessions, e ascoltandolo si possono facilmente riscontrare degli scompensi temporali. Tuttavia, se nell'insieme il disco si rivelò il capitolo conclusivo di una formula ormai logora, al suo interno fu possibile rintracciare diversi episodi musicali di livello, provenienti tanto dall'esigua colonna sonora che conteneva, quanto dalla generosa sezione delle bonus songs che lo completava.

Non molto appariscente, ma insolitamente energica la title track, che presa per il verso giusto da Elvis cerca di rievocare antichi e mai sopiti bagliori rock 'n' roll. Da rivalutare.
Anche lo pseudo-rock di There Ain't Nothig Like A Song è approcciato con inusitata grinta, ma il brano non brilla certo per originalità - è virtualmente identico a The Meanest Girl In Town, incisa qualche anno prima - mentre l'apporto vocale della Sinatra si rivela incolore e privo di sensualità.
Molto piacevole la breve Your Time Hasn't Come Yet, Baby, canzoncina per bambini in bilico tra il malinconico sguardo indietro e la sopraggiunta maturità del cantante.
Who Are You? è una bella canzone d'atmosfera, nel tipico stile da night che poi Elvis avrebbe sviluppato ancor più compiutamente con Almost In Love.
Comprensiva di un testo che arriva a parlare di tasse, He's Your Uncle Not Your Dad è invece la classica canzone improponibile fuori dal contesto cinematografico: simpatica quanto dimenticabile.
Let Yourself Go dimostra, inequivocabilmente, che senza sottoporre all'attenzione di Elvis capolavori a ripetizione, sarebbe bastato procurargli materiale di una certa consistenza per rendergli maggiormente digeribili dozzine di sedute di registrazione, comunque onorate, nel corso degli anni sessanta. Le parole del testo, che lasciano poco spazio all'immaginazione, avrebbero garantito a questo singolo di scarso successo (71° posto) l'inserimento nello straordinario Special televisivo mandato in onda dalla Nbc sul finire del 1968. In quella circostanza, durante una sequenza decisamente hot, Elvis avrebbe reso la canzone in modo ancora più esplicito.

Come accennato, su Speedway trovano posto ben cinque bonus songs, due delle quali, Suppose e Five Sleepy Heads, furono tagliate dallo stesso film.
La prima di queste è una commovente canzone d'amore nella quale Elvis crede evidentemente molto, visto che riesce nell'impresa di rendere plausibile un testo esageratamente retorico.
Intensa e dolcissima la seconda, un piccolo gioiello basato sulla melodia della Ninna Nanna di Brahms che riuscirebbe a predisporre nel giusto stato d'animo anche il più incallito degli insonni. Western Union è un inedito delle sperperate sedute di registrazione del maggio 1963, che ci rammenta la felice vena di quella "due giorni" a Nashville. Solare e divertente, avrebbe senz'altro meritato il lato di un singolo all'epoca della sua incisione.
Messa giù  il 10 settembre 1967 - lo stesso giorno in cui furono registrate la già citata Guitar Man e Big Boss Man Mine è un'altra ballata interpretata con classe e rilucente di romanticismo.
Chiude le operazioni  la grintosa Goin' Home, uno scarto del recente Stay Away, Joe che si lascia ascoltare volentieri.

Speedway rimase inchiodato all'ottantaduesimo posto della classifica statunitense. Da questo prevedibilissimo disastro commerciale, è noto che i nodi vengono sempre al pettine, prese il via una totale ridefinizione degli obiettivi da far perseguire all'artista. Non si trattò di un processo di rinnovamento, come spesso si lascia intendere. Semplicemente, Elvis tornò a fare quanto gli era più congeniale, scrollandosi di dosso gli inutili fardelli che si portava dietro da anni. Il tempo di onorare gli ultimi contratti firmati in quel di Hollywood, poi la sua carriera avrebbe preso un corso completamente diverso.

Speedway (Giugno 1968)

Speedway / There Ain't Nothing Like A Song (con Nancy Sinatra) / Your Time Hasn't Come Yet, Baby / Who Are You (Who Am I?) / He's Your Uncle Not Your Dad / Let Yourself Go / Your Groovy Self (Nancy Sinatra) / Five Sleepy Heads / Western Union / Mine / Goin' Home / Suppose

Testo: Roberto Paglia
Foto: Web


4 commenti:

  1. Sono d'accordo con te...il film non ha certo la freschezza e vivacità di "W Las Vegas" ed anche la colonna sonora è decisamente inferiore...un prodotto che alla fine si lascia anche apprezzare,ma qua stiamo parlando di Elvis Presley,che aveva sicuramente diritto a qualcosa di meglio...fortunatamente dall'autunno del 1967 le cose sarebbero cambiate decisamente in meglio

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  2. Senza contare che Speedway viene pubblicato nel 1968, ma sarebbe potuto uscire tranquillamente cinque anni prima, tale e quale. E' un album che dimostra che l'epoca delle colonne sonore era irrimediabilmente finita, dal punto di vista musicale e da quello commerciale, che le aveva favorite per un decennio. Come hai giustamente sottolineato, nell'autunno del 1967 le cose avrebbero preso una piega differente!

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  3. ragazzi scusate ma io non sono tanto d'accordo con voi per il semplice motivo,si e vero non e un grandissimo album,ma comunque in questo disco ci sono canzoni molto molto belle,prime fra tutte let yourselg go cantata splendidamente,anche speedway non e male,WHO ARE YOU? molto molto bella YOUR TIME HASN'T COME YET, BABY THERE AIN'T NOTHING LIKE A SONG non credo che sia pocopoi ognuno ha un suo punto di vista

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  4. Ciao theking, grazie per il tuo punto di vista, che naturalmente rispetto! Per quanto mi riguarda, nella mia recensione ho espresso delle riserve sul progetto in se stesso. Secondo me Speedway evidenzia che il momento delle colonne sonore era passato, e infatti lo stesso Elvis si stava preparando a fare ben altro, vedi lo Special del 1968, le successive sessions a Memphis e il ritorno all'attività concertistica. Ma come dici tu, e come sottolineo anche io nella recensione, le buone canzoni non mancano! In sostanza Speedway è certamente migliore di album come Double Trouble, Harum Scarum o Paradise Hawaiian Style, tanto per fare qualche esempio. Ma nel 1968 era arrivato il momento di esprimere la propria arte in modo diverso, e Elvis lo fece alla grande. Grazie della visita!!

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