INDIANAPOLIS


Market Square Arena, Indianapolis, 26 giugno 1977. Davanti a migliaia di fans adoranti e inconsapevolmente egoisti, Elvis Presley tenne quello che si sarebbe rivelato il suo ultimo concerto. Le sue condizioni psicofisiche erano critiche, la sua salute ormai compromessa, nondimeno, da consumato performer quale era e dotato di una voce che ancora riusciva a toccare le corde dell'anima, portò a termine un'esibizione per certi versi esaltante. Sulle struggenti note di Can't Help Falling In Love, fra mille luci, suoni e colori, si concluse così una carriera straordinaria e irripetibile, che lo aveva elevato a vette altissime e mai raggiunte da nessun altro nel firmamento musicale, senza per questo renderlo un uomo felice. Elvis divenne Re molto giovane, estese il suo regno, conobbe l'onta dell'esilio e l'ebbrezza del trionfale ritorno. Fu a quel punto, quando sembrava che nulla potesse fermarlo, che qualcosa si ruppe. Facendosi avvelenare il corpo e il discernimento da medicine pericolose e da una corte imbevuta di opportunismo, rinunciò sistematicamente all'aspetto creativo della sua professione, continuando a cantare per se stesso e per chi lo amava fino alla fine dei suoi giorni, preferendo isolarsi nell'ambito dei suoi domini piuttosto che lanciarsi in nuove avventure ammantate di mistero. Nel 1973, in quel di Honolulu, divenne ufficialmente una leggenda vivente. Fu il suo ultimo trionfo, poi tutto si consumò in fretta, ad una velocità che lascia attoniti ancora oggi. Elvis non riuscì mai a capire che gli stimoli non sono dati necessariamente da un tour mondiale, o da uno spettacolo su Marte, bensì dalla consapevolezza dei propri mezzi e dalla voglia di rimettersi in gioco per esplorare nuove strade, decidendo sempre e comunque con la propria testa. Anche a costo di prescindere da una corona. Sulla vetta del mondo continuò invece a fissare le stelle, conscio del fatto che non sarebbe mai riuscito a raggiungerle con i piedi ancorati al suolo. Fu allora che volò via.

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Foto: web



26 commenti:

  1. Roberto...sei incredibile...
    Una poesia...pelle d'oca questo
    tuo scritto...ti voglio bene

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    1. Grazie anche a te Ivan, sei troppo gentile!

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  2. mi hai fatto venire i brividi rob ... fantastico questo pezzo, un concentrato di bellezza.

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    1. Grazie anche a te Fabio... In realtà doveva essere un resoconto dettagliato sull'ultimo spettacolo di Elvis, poi ha preso un'altra piega, senza che me ne rendessi conto.

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  5. Bravissimo Roberto! Commovente e profondamente bella questa tua recensiione. Grande come sempre!

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  6. Grazie di cuore mia cara Teresa, un abbraccio!

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  7. La triste scomparsa di Elvis sarà sempre una ferita aperta per tutti i suoi fans nel mondo...
    Il tempo non è riuscito ad assopire minimamente il dolore...
    Elvis ci manca , punto e basta !
    Recensioni belle come questa tua, caro Roberto, ci aiutano a superare i momenti più critici e di solitudine...
    Abbiamo bisogno di risollevarci!

    Grazie mille Roberto !

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    1. Grazie a te, cara Katia, per aver letto e apprezzato!

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    1. Ti capisco benissimo Roberto. Il concerto di Indianapolis lo ascolto raramente, proprio perché non riesco, per ovvi motivi, a considerarlo uno dei tanti tenuti da Elvis. Grazie per la visita!

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    1. Devo dire che questa versione lenta di I Can't Stop Loving You mi piace moltissimo! Omaha e soprattutto Kansas City il giorno prima... quanta fatica. Naturalmente condivido la tua risposta finale.

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    1. Secondo me è anche peggio di Omaha, basta guardare il video di questa esibizione per rendersi conto che Elvis non è... in forma.

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  12. Ciao Roby, mai messa in dubbio la tua conoscenza dell'argomento Elvis, ci mancherebbe! Anch'io credo di intendermene un poco, visto che lo seguo da 36 anni, ed estremamente critico nei suoi confronti lo sono sempre stato. Per quanto riguarda lo sfiancarsi a causa dei frequenti tour, accadeva soprattutto perché la sua condizione fisica non era ottimale, per ovvi motivi riconducibili all'abuso di farmaci. Penso a Bob Dylan e al suo Never Ending Tour, che anno dopo anno lo ha portato ad esibirsi tantissime volte in tutto il pianeta, anche in tarda età... Elvis non si sarebbe dovuto esibire in quelle condizioni, questo è evidente, ma se lo vedo o ascolto oggi non provo imbarazzo, questo mai. Soltanto un infinito dispiacere per un uomo che è riuscito a dissipare tutto, anche se stesso.

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  15. No Roby figurati, è solo che non ho avuto un attimo di tempo per rispondere! Ti prego soltanto di esprimerti in modo appena appena meno colorito! :D

    Approfitto per comunicare che provo a togliere la moderazione ai commenti, in modo che nessuno debba aspettare per vedere pubblicato il proprio. Fin a questo momento sono stato costretto perché i post si riempivano di spam, vediamo un po' come va... Ciao Roberto, a presto!

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  17. La versione di Bridge in quell'ultimo concerto è forse la più bella in assoluto.

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