IL LIBRO "ELVIS PRESLEY STORY" RACCONTATO DA MARCO LOFINO

Considerando la qualità di quanto scrive, per me è sempre un grande onore pubblicare sul blog un articolo scritto da Marco Lofino. Lui ha il dono di mescolare alla perfezione dati squisitamente tecnici e ricordi personali colmi di sentimento e nostalgia. Sotto questo punto di vista siamo simili, e questo è uno dei motivi, certo non l'unico, che mi spinge a considerarlo un grande amico, a dispetto dei chilometri che ci separano. Si chiama sintonia, e prescinde da tutto. Vi ricordo che questo articolo è tratto dalla pagina facebook VIVA ELVIS, inauguarata da Marco in tempi recenti e portata avanti con grande passione e competenza. Se siete su quel Social vi invito a visitarla e ad iscrivervi. Cliccate qui.

Come scritto già in svariate altre occasioni, nel 1990 (anno indimenticabile di grandi cambiamenti, il decennio prima del duemila, l’estate dei mondiali e delle notti magiche, i miei quattordici anni) mi avvicinai ad Elvis, iniziai a conoscerlo e ad apprezzarlo. Anzi, a dirla tutta, non fu tutto così “tranquillo” e poetico. Fui letteralmente travolto ma poco alla volta, passo dopo passo, come avviene per quei sentimenti che coltivi gelosamente giorno per giorno.

Un aiuto determinante nella mia formazione di appassionato e di studente fu questo libro ormai datato uscito nel 1987. Fin da ragazzino la curiosità mi spingeva e mi accompagnava in ogni situazione della vita. E per quanto concerne Elvis, ero assetato di conoscenza , volevo sapere tutto su di lui, sulla sua storia musicale e non, sul suo mito da cui ero affascinato ed elettrizzato al tempo stesso.
Questo libro va ovviamente rivisitato oggi con gli occhi, la testa ed il cuore con cui lo si leggeva nel 1990. Oggi è un documento chiaramente datato e lo si sfoglia con affetto e tantissima nostalgia di cui chi scrive soffre endemicamente. Fatto sta che all’ epoca un ragazzino come me non aveva molte fonti a disposizione. Non c’era niente di niente. Non c’era internet, in televisione passavano pochissimo Elvis (perché Elvis era già allora vittima di un forte condizionamento ideologico musicale da parte di una critica musicale italiana preconcetta ed ideologizzata, ma di questo parleremo un giorno in un contributo a parte…). Per un adolescente di quattordici anni che si avvicinava al mito di Elvis quelle poche pubblicazioni disponibili in libreria erano oro colato e questo libro, detto senza mezzi termini fu da me letteralmente divorato con passione ed un pizzico di sana avidità.

Senza volersi addentrare troppo, senza dilungarsi in ricordi personali che forse non interessano nemmeno molto chi legge, posso dire che la biografia mi aiutò ad entrare nel personaggio Presley aiutandomi a farmi un’idea di come potesse essere stato per davvero Elvis. Ma solo in parte. Alcune inesattezze, alcuni eccessi erano già chiari ai miei occhi di ragazzino che voleva documentarsi, voleva cercare, voleva sapere. Lo dico senza presunzione, chi mi conosce bene sa quello che dico: io sono uno studente di Elvis Presley, anche oggi a quarant’anni suonati ho voglia di conoscere e di imparare anche più di allora.
Fatto sta che il leggendario dizionario delle canzoni, seconda parte del libro scritta dal grande Livio Monari, fu per me un apripista nel mondo musicale presleiano. Mi si spalancò letteralmente un mondo. Non vi fu giorno per molto tempo (oserei dire anni) in cui almeno un minuto non lo sfogliavo e non lo leggevo dopo aver comprato i miei primi dischi di Elvis. Ero un vero studente diligente e scrupoloso. Un topo di biblioteca presleiano. Ascoltavo, leggevo, imparavo e confrontavo il giudizio del maestro Monari con quello che mi ero creato nella mia testa e che andavo sviluppando nel mio cuore di giovane appassionato. A volte le cose coincidevano, altre volte meno, come negli esempi che vedete nella foto, ovvero “My Way” e la bellissima a mio parere “Never Again” delle Jungle Room Sessions. Ma cosa potevo saperne io, ero un ragazzino, se lo diceva Livio Monari non poteva che essere giusto cosi’. Vi risparmio lunghe digressioni sui bei tempi in cui a scuola, di nascosto e nascosto (perdonatemi il gioco di parole voluto) sotto il libro di storia, leggevo le didascalie di Livio ed imparavo con la gioia di chi aveva Elvis già nel cuore.

Poi compresi invece che l’amore e la passione per Elvis sono soggettivi e la moltitudine del materiale musicale disponibile ci permette di poter sviluppare un proprio senso critico. Ci sono brani di Elvis che ho riscoperto nel tempo, interi album (vedi “Raised On Rock” da me mai troppo amato da ragazzo che ora letteralmente adoro). Senza mai dimenticare però che la base di partenza, il libro fondamentale, il “corso monografico” della disciplina presleiana era il dizionario di Livio Monari.
Quanti ricordi il “Dizionario delle Canzoni”. Imparai i segreti della musica di Elvis, cosa c’è dietro gli aspetti meno conosciuti (purtroppo, che dolore ripeterlo) di Elvis qui in Italia, tipo la sua estrema professionalità, la sua maniacalità nel lavoro in studio. Imparai e compresi come si facevano i dischi in studio, come Elvis incideva in studio tramite l’utilizzo di parole tipo “overdub”, tecnicismi di lunghissima data che in principio stentavo a capire ma che ben presto compresi come parte integrante della materia musicale legata all'uomo di Memphis.

Io, scolaro sempre pronto ad imparare, oggi come allora non ne posso fare a meno. Sono uno studente di Elvis Presley e sono fiero di esserlo. Imparo sempre senza la presunzione di sapere più di chicchessia. Amo Elvis ed adoro condividere. Grazie Livio per il tuo dizionario e per avermi fatto entrare nel vero mondo musicale di Elvis Presley.

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